Il Liceo artistico “Nervi-Severini” di Ravenna è un Istituto che nel corso degli anni è costantemente cresciuto, sia da un punto di vista numerico (gli alunni iscritti nell’anno scolastico 2009/2010 erano 524, il prossimo anno saranno circa 760), sia da un punto di vista qualitativo (sono sempre più numerosi i progetti di alto livello culturale e artistico realizzati dal Liceo, da ultimo la partecipazione in rappresentanza di Ravenna all’Expo 2015 di Milano). Questo ampliamento delle iscrizioni, pari al 45% in un lustro, costituisce un vero e proprio record locale e ha permesso un’autonomia fondamentale per il mantenimento della scuola del mosaico a Ravenna, risorsa unica ed essenziale per il nostro territorio.

La scuola, con le sue due sedi – di via Tombesi dall’Ova e di via Pietro Alighieri – dispone di locali di dimensioni ridotte, ma numericamente sufficienti a contenere le classi. Il liceo presenta da sempre una politica scolastica e didattica di grande accoglienza e integrazione di alunni diversamente abili che trovano nelle arti la possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità. Si trova quindi nelle condizioni di avere un numero elevato di alunni disabili, anche di gravità tale da non permettere loro di muoversi in maniera autonoma. Per questa ragione – essendo l’unico liceo di Ravenna a non avere l’ascensore – fin dal 2004 era stata presentata richiesta alla Provincia per lavori di recupero edilizio e adeguamento normativo per la sede di via Tombesi dall’Ova. La Giunta provinciale aveva deliberato (n. 549 del 21 novembre 2007) il progetto definitivo e chiesto un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti di € 1.450.000 per i lavori.

Nel 2010, dopo che a causa del patto di stabilità erano state sospese le attività finali e le gare di appalto, la Provincia decise di utilizzare l’importo del mutuo devolvendolo a “altri interventi ritenuti più urgenti”. Di fatto, nonostante i solleciti della scuola, a oggi il Liceo continua a non essere dotato di ascensore e molti alunni disabili non possono accedere in nessuna maniera ai piani superiori, dove si trovano numerosi laboratori. Tra l’altro, la presenza di un ascensore permetterebbe di utilizzare una serie di laboratori e aule del secondo piano, già in parte ristrutturati, il cui accesso è attualmente impedito anche agli altri alunni.

In un periodo in cui la “Buona Scuola” dichiara di voler investire sull’istruzione e, in particolare, sull’edilizia scolastica, la Provincia di Ravenna ha inviato a tutte le scuole, in data 16 dicembre 2014, una lettera in cui lamenta il “pesante stato di crisi economico-finanziaria che affligge l’Ente” e che ha visto “azzerate le risorse economiche destinate a manutenzione e gestione” dell’edilizia scolastica, pertanto non garantisce alcun intervento. La conseguenza di questo è un invito perlomeno “stravagante” (ma fortemente lesivo dei diritti all’istruzione sanciti dalla Costituzione): “Si invitano codesti spettabili Dirigenti a considerare che, eventuali aumenti del numero degli studenti ospitati, dovranno essere affrontati unicamente mediante razionalizzazioni degli spazi esistenti senza alcun contributo di tipo economico a carico della Provincia di Ravenna”. Il Presidente Renzi ha posto alla base della sua politica per la scuola la lotta alla dispersione scolastica: questo è, tra gli altri, uno dei punti di forza del Liceo artistico che durante il corso dell’anno scolastico accoglie sempre più numerosi gli alunni che erano stati orientati in maniera imprecisa prima delle iscrizioni.

Ora, invece, la lettera inviata dalla Provincia di Ravenna significa che gli alunni che non potranno essere accolti in una scuola (che hanno scelto), dovranno essere orientati presso altre istituzioni scolastiche: questi appaiono in maniera inequivocabile fatti e dichiarazioni gravissime per tutti i futuri studenti delle scuole superiori del ravennate e, in particolar modo, per gli alunni diversamente abili che, oltre a essere già svantaggiati nella vita, si vedono precluso – materialmente e fisicamente – l’accesso ad alcune strutture scolastiche.

Le risposte che le autorità provinciali devono al Liceo, agli studenti, alle famiglie e all’intera cittadinanza non devono essere mere risposte tecniche, come quelle finora fatte pervenire, ma devono essere risposte politiche (a questioni sociali e politiche) visto che riguardano principi fondamentali come quello – ribadiamolo – dell’istruzione, della libertà di scelta e del diritto allo studio sancito dalla Costituzione italiana, quella stessa Costituzione che sempre più spesso il Ministero chiede giustamente di insegnare a scuola, ma che sempre più spesso viene disattesa proprio dalle autorità politiche.

Il Presidente del Consiglio d’Istituto del Liceo artistico Nervi-Severini Giuliano Taibi

Il Dirigente Scolastico Marcello Landi

Il Collegio Docenti del Liceo Artistico “Nervi-Severini” di Ravenna

 

La disabilità non è un fatto privato

In seguito alla lettera aperta inviata a Provincia e Comune di Ravenna, Ufficio Ambito territoriale della Provincia di Ravenna e Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, firmata dal Presidente del Consiglio d’Istituto del Liceo Artistico Giuliano Taibi, dal Dirigente Scolastico Marcello Landi e da tutto il Collegio Docenti, si invia agli stessi una seconda lettera firmata dai docenti di sostegno, dagli educatori, dai tutor e dalle famiglie dei ragazzi DA iscritti presso il Liceo Artistico “P.L. Nervi-G. Severini” di Ravenna.

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Ravenna, 3 marzo 2015

 La definizione normativa di barriere architettoniche è contenuta nell’art. 1, comma 2, del D. P. R. 503/1996, che definisce le “barriere architettoniche” come:

a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi attrezzature o componenti;

c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

 

Con specifico riferimento agli edifici scolastici, le caratteristiche e i requisiti necessari per l’eliminazione delle barriere architettoniche devono interessare non soltanto le strutture interne ed esterne, ma anche l’arredamento, i sussidi e le attrezzature necessarie per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche, che devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità (banchi, sedie, materiale Braille, spogliatoi, ecc.).

 

 

 

Il Liceo artistico “P. L. Nervi – G. Severini” di Ravenna accoglie attualmente 28 ragazzi certificati ai sensi della L.104/92. Negli ultimi anni il loro numero è notevolmente aumentato (l’anno prossimo saranno 33) e la scuola si è sempre dimostrata pronta ad accogliere le diverse richieste dei ragazzi e delle loro famiglie.

Molti di questi alunni presentano disabilità gravi, al punto di non essere in grado di spostarsi all’interno dell’edificio scolastico in maniera autonoma.

L’impegno che da anni il nostro Istituto dimostra nel portare avanti reali percorsi di inclusione trova però, nelle barriere architettoniche, ancora oggi un grande ostacolo, in quanto, nonostante i ripetuti solleciti da parte della scuola, siamo l’unico Liceo di Ravenna a non avere un ascensore che permetta, a chi non ha la possibilità di servirsi delle comuni scale, di raggiungere il piano superiore. L’inaccessibilità risulta ancor più grave se si pensa che proprio al primo piano sono collocate aule e laboratori già in parte perfettamente ristrutturati.

Se pensiamo a quanto sia importante l’utilizzo dei laboratori da parte di ragazzi che, soprattutto nei linguaggi artistici, possono trovare modalità comunicative ed espressive altre, è evidente che non si tratta più di disagio ma di danno educativo-didattico vero e proprio.

A questo punto è lecito porsi qualche domanda: è possibile continuare a limitare in maniera così discriminante la frequenza al solo piano terra (del resto fornito di un numero minore di aule) a chi non è in grado di recarsi al piano superiore? Se uno degli obiettivi prioritari della “Buona Scuola” è investire sull’istruzione e sull’edilizia scolastica, può avere un senso il comunicato della Provincia di Ravenna (in data 16 dicembre 2014) in cui si “invitano” le scuole a un’incredibile quanto impossibile “razionalizzazione” degli spazi, purché il tutto sia a costo zero? È possibile pensare di poter continuare ad accogliere ragazzi disabili anche gravi se ci si vede costretti a ricercare e a ricreare spazi in cui svolgere attività al piano terra, attività che potrebbero essere svolte agevolmente in laboratori adeguati e predisposti al piano superiore (e certamente con maggior soddisfazione dei ragazzi)?

La “promessa” di un recupero edilizio e di un adeguamento normativo per la sede del Liceo Artistico Statale di Via Tombesi dall’Ova n.14 risale al 2004, ma poi tutto si è arenato, tutto è rimasto in una situazione di stallo.

Questa lettera aperta desidera avere da parte del Presidente della Provincia una risposta che sia rispettosa del diritto di tutti allo studio e all’istruzione e rispettosa della libertà di iscriversi in una scuola senza che l’elemento discriminante sia la presenza o meno di un ascensore.

I docenti di sostegno, gli educatori, i tutor e le famiglie dei ragazzi diversamente abili iscritti presso il Liceo Artistico “P.L. Nervi-G. Severini” di Ravenna